La mia storia al rovescio : LA CASA VOMITO’ SANGUE E IL MOSTRO CHE AVEVO SCELTO ANDO’ VIA!!!

La mia storia al rovescio : LA CASA VOMITO’ SANGUE E IL MOSTRO CHE AVEVO SCELTO ANDO’ VIA!!!

La mia storia inizia a rovescio! Incomincia con la mia rinascita… Decisi di operarmi…il mio percorso di dimagrimento, tutte le aspettative di rinascita, di una nuova vita… ero una ragazza, tanti traslochi sulle spalle, tanto nomade ma con tanta voglia di stabilità, di mettere radici anche se volevo godermi una tranquillità sognata e mai avuta. E invece… la vita mi aveva riservato un’altra esperienza terribile, dalla quale sicuramente ho tratto del bene, ma a fatica…e con tanto sudore! Ero nuova del posto, appena traslocato, girovagavo per le strade cercando di memorizzarne i colori, gli odori. Trovai lavoro, il peso calava vertiginosamente, ero anche riuscita a conoscere molti amici e la vita sembrava proprio piacermi! Inciampo così in quest uomo… mentre portavo il mio cane a spasso, lui mi aveva notata da parecchio a quanto pareva, poiché conosceva il nome del mio cucciolo e così per ogni sera a seguire incominciarono le chiacchiere. Un giorno me lo ritrovai a casa, nelle vesti di elettricista, L altro ad un veglione con amici comuni… morale della favola, qualcosa scattó, qualche scintilla dentro me prese fuoco e creai un rapporto con lui…stabile fatto di cene, serate fuori, telefonate… un fidanzato insomma! Ma la vita scelse di riservarmi ancora una volta un’amarezza. Uscire viva da un incidente automobilistico, la mia auto però no, convalescenza forzata a casa e addio di nuovo alla mia indipendenza e così mi ritrovai in una convivenza senza nemmeno aver capito come. Mi vidi coinvolta, depressa dalla mia perdita di indipendenza, e in una stabilità che spesso avevo sognato… una vita “normale” ora la potevo avere anche io … fidanzato, casa, amici, figli…. figli! Era il caso di lasciarmi travolgere dalla normalità che mi stava pervadendo, e travolta da un’ onda lo feci. Decisi di fare un figlio! Perché mai vogliamo così fortemente qualcosa che pensiamo di volere ma che in realtà non vogliamo? Come può il nostro inconscio burlarsi di noi così??? Mi sembrava di giocare a nascondino col mio io, col mio cervello! Mi veniva un’ idea. Immaginavo una scena dolcissima e desideravo di poterla vivere, ma ciò non significava volere realmente quella cosa, ma solo voler vivere L emozione di quella situazione. Quanti errori che ho commesso solo perché volevo vivere alcune emozioni ! Questo figlio non veniva, mesi e mesi nei quali lui incalzava con L alcool e qualche pulce nell’orecchio m era stata messa. I suoi sbalzi d umore iniziavano a farmi sempre più paura, scenate di gelosia, urla di possessione e controllo, scatti di ira, tutto mi spaventava ma mai avrei pensato di vivere realmente una situazione di pericolo! E invece dovetti ricredermi… Una sera la casa vomitò sangue, di un’ emorragia mortale, un dissanguamento della mia vita devastante. Da un banale pretesto, i suoi nervi si urtarono, infrangendo vetri, cibo volato, suppellettili dilaniati dalle urla, fino a quando la musica di schiaffi, pugni e ringhia furono L unica cosa che echeggiava nella mia testa nei pochi momenti di ossigeno che mi restavano. Le sue mani erano passate attorno al mio collo, L aria non passava più, gli occhi mi si chiudevano ed io non riuscivo nonostante mi dimenassi a far nulla se non sentire quel pavimento gelato e quel sapore di pelle. Si ! quel sapore di pelle mi salvó. L unico impeto che ebbi fu quello di mordere il braccio che era a portata della mia bocca, ma di uno stretto che i denti iniziarono a combaciare, L unica stretta che mi rese libera. Urlai con tutto il fiato che avevo in gola, ancora affamata d aria, L adrenalina che schizzava nelle vene mi fece avere il coraggio di cacciarlo, chiudere e serrare quella porta. Rimase chiusa per tre giorni! Non ebbi il coraggio di uscire, quasi di respirare, di scontrarmi col mondo fuori. Io? Proprio io ero stata vittima di violenza fisica e psicologica ? Proprio L uomo che avevo scelto passivamente di avere al mio fianco per la vita, m aveva fatto questo? Ma gliel avevo permesso io!!!! Cos’ho fatto! “ESCI FUORI DI QUI, FUORI DA CASA MIA, NON TU VOGLIO VEDERE MAI PIÙ. “ queste parole che gli avevo urlato contro, mi rimbombavano nella testa, come L eco in una casa vuota. Tutte le notti a seguire per un mese quasi mi ritrovai a passarle insonni, chiusa dentro, racchiusa nel mio guscio mentre quel vetro mi impauriva; lui sempre sotto il balcone di casa, sempre ubriaco, sempre a piangere, sempre a tentare di incutermi paura, intimorirmi per tornare ad avermi, sempre alla riconquista del suo potere, sempre in giro per strada come un maniaco, ovunque mi girassi me lo ritrovavo dinnanzi, con lo sguardo truce, di ghiaccio, ed io che sentivo le gambe tremare al sol pensiero di quelle sue dire mani intorno al mio collo, Non sopportava d aver perso il suo potere, di non potermi dominare più, come un burattino manovrato e redarguito, ma poi? In un raptus mi sarei ritrovata morta sotto le sue mani? Non potevo dargli ancora potere, non potevo mollare! Sarebbe stato il mio suicidio fisico forse ma sicuramente mentale! Provai anche a denunciarlo, ma nessuno volle accettare la mia denuncia, ahimè lui era il figlio della donna delle pulizie della caserma, il cugino del sindaco ed io… ero la straniera in un paesello sempre unito e coeso. Mi ritrovavo uomini fuori casa in cerca di sesso, minacce e umiliazioni subite , e il mio stomaco che s’era chiuso dal dolore e dalla paura, all’ improvviso s era aperto per accettare qualsiasi cosa. La condanna al mio rigurgito di ribellione stava arrivando : ero incinta!!! Passarono mesi, i miei mi incoraggiarono e convinsero a portare avanti quella creatura, ma la mia pancia riusciva a restare mascherata, per fortuna ero una ex obesa che vestiva da obesa… ma non avrei potuto nasconderlo ancora per molto; così decisi di abbandonare la mia scelta di indipendenza e tornare a casa dai miei a Roma poteva sembrare una sconfitta per la mia dignità, ma sicuramente sarebbe stato un salvavita fisico sia mio che della mia piccola creatura. Sono trascorsi 4 anni, e ancora non ho dimenticato nulla, lotto tutti i giorni per cercare di rendere felice mia figlia, e per superare quell’orribile momento di violenza. Sono riuscita a non avere più sue notizie, e mi va bene così. Questa è la mia storia. Io sono una di quelle che si è salvata. Una delle poche che possono raccontare… “Potevo lasciarlo prima “ È una delle frasi più ricorrenti della mia vita.. poi penso che se lo avessi lasciato prima oggi non avrei lei. E allora va bene così! È stata un’esperienza e sono forte, sono riuscita ad affrontarla e dopo questa sento male di poter affrontare tutto. Il mio pensiero ogni tanto si fortifica all’idea che sia stato un unico episodio più cruento, e mi si stringe l’anima pensando a quelle donne che vivono anni di questo inferno, che provano ad ingoiare Bocconi di questo veleno pensando che la colpa sia la loro, o che non meritino nulla di diverso… io grazie a Dio ho trovato la forza in quel morso, quel fiato corto mi ha ridato la vita, quel vomito di dolore mi ha liberata!

tratto da…Diariodiunextralarge
AVEVO QUATTRO ANNI QUANDO MIO PADRE HA INIZIATO…i cassetti della mia vita li ho aperti solo con voi, grazie insieme si puo rinascere!

AVEVO QUATTRO ANNI QUANDO MIO PADRE HA INIZIATO…i cassetti della mia vita li ho aperti solo con voi, grazie insieme si puo rinascere!

Ti chiedono perché non ti metti a dieta così ti senti meglio, puoi comprarti i vestiti che ti piacciono, poi sei alta e hai un viso bellissimo sai come diventi!!!!!
Ma cosa ne sanno loro cosa c’è dietro???
Tutto è iniziato quando ero piccola, troppo piccola per capire cosa stava succedendo che la persona che più amavo al mondo potesse farmi qualcosa di male.
Si iniziava con: “dammi dei bacini”….”fammelo più in qua”….e dai ancora fai contento il tuo papà…..
Poi dopo vari giorni non erano più bacini ma voleva molto più e lì la mia infanzia è stata troncata….
Avevo appena 4 anni quando mio padre ha iniziato….io non ricordo cosa faceva….ricordo solo quella puzza di vino e del suo odore, perché chiudevo gli occhi e piangevo…

piangevo dal dolore ma non potevo urlare altrimenti erano botte…..

Mia mamma non sapeva nulla, poverina lavorava tranquillamente perché io ero con mio padre…..
Poi non gli bastò più nemmeno quello e trovò una donna, la sua amante, che ci stava a questi giochetti e non eravamo più due, ma tre….

…e dovevo tenere gli occhi aperti quando lo facevano loro perché dovevo imparare….

All’età di 5 anni ebbi gli orecchioni ero sulle gambe di mia madre che piangevo e la supplicavo di non andare a lavoro e lì le confessai tutto…..
Mia madre fece finta di andare a lavoro e vide tutto…..

Mi ricordo schiaffi, pugni, mia mamma buttata giù per le scale e anche io…..poi il vuoto….un vuoto durato fino a 15 anni.
Sì, quando mi risvegliai dopo due giorni mio padre non c’era più, era scappato e mia madre non vi dico in che condizioni era, ma io non ricordavo nulla, o forse non volevo ricordare….
E così è stato per anni fino al giorno in cui a scuola il prof di psicologia ci diede un tema: parlami della tua infanzia.
E lì iniziai a trattarmi male perché tutti i ricordi riaffiorarono.

Anoressia, bulimia, alcol, canne, sigarette, volevo solo dimenticare…..

Tutto questo però era un segreto tra me e mia madre, nessuno doveva sapere….quindi quando uscivo io avevo una maschera….
Così sono andata avanti per anni fino a quando non ho incontrato l’amore della mia vita “mio marito”

Lui mi ha aiutata e mi aiuta ancora oggi quando faccio gli incubi, quando va via la luce perché odio il buio o quando mi manca mia madre poiché una brutta malattia l’ha portata via da me…..
Ma oggi voglio dire per sempre al mio passato “ADDIO”, sicuramente i ricordi nessuno può più togliermeli, ma posso rinascere.

Posso uscire da questo involucro di protezione che mi sono fatta e vivere pienamente la mia vita per amor mio e della mia famiglia.
E’ la prima volta che racconto tutto questo nemmeno mio marito sa i particolari e nessuno psicologo fino ad oggi è riuscito ad aprire i cassetti della mia vita.

Se lo sto facendo ora è perché credo in questo gruppo, credo in questo percorso e voglio dirvi GRAZIE,

nonostante io adesso sia bagnata dalle lacrime e stia singhiozzando ma sono certa che voi tutti siete qui che mi abbracciate😭
Quindi dico a tutti niente può fermarci nella nostra rinascita qualsiasi sia il mezzo che usiamo….
Buona rinascita a tutti❤️

Diario di una extra-large

IL FIORE DELLA MIA VITA SAREBBE SBOCCIATO SE UN VENTOCRUDELE NON AVESSE APPASSITO I MIEI PETALI

IL FIORE DELLA MIA VITA SAREBBE SBOCCIATO SE UN VENTOCRUDELE NON AVESSE APPASSITO I MIEI PETALI

Dietro ogni mio sorriso, c’è una ferita aperta sanguinante, dietro ogni mia comprensione, c’è un cicatrice che non riesce a chiudersi, dietro ogni mia gentilezza, ci sono fiumi di lacrime versati. Dietro ogni perdono, c’è la rinuncia alla mia vita. Io perdono coloro che mi hanno fatto del male, alla condizione che la mia esistenza cessi di vivere. Io perdono per ritrovare la pace che ho perso.
Fine agosto inizio settembre, estate del 1986, <sta per compiersi il delitto>, per così dire, si sta per scoprire l’abuso. Ad aprile di quell’anno morì mia nonna materna, si era ammalata di cancro, a quei tempi non c’erano cure adeguate, aspettavamo che arrivasse il suo momento. Mamma unica figlia femmina era costretta a venire tutti i giorni, lei badava alla nonna …… chi badava a me?

Allora chiedevano il FAVORE allo zio. A modo suo badava bene a me!. Le due case erano confinanti di pareti, dalla casa di questo maledetto si sentiva mia nonna urlare dai dolori, mentre io dall’altra parte urlavo per i dolori che mi procurava lui.
Era un giorno di ‪sabato pomeriggio‬, in me c’è un esplosione, una reazione e faccio in modo di far capire a mio padre ciò che stava accadendo….

Egli mi dice: <che stai facendo?> io non rispondo, me lo chiede ancora, ed io non rispondo. <Chi ti ha insegnato queste schifezze?> io non rispondo, allora mi arriva un ceffone che mi fa rotolare nel letto e urlando mi dice: <dimmi chi è?> adesso rispondo dicendo che è lo zio. Lui mi dice: <chiama tua mamma?> io immobile non rispondo perché traumatizzato. Lui ancora mi dice: < ti ho detto CHIAMA TUA MAMMA URLANDO>.

Mi dà un calcio dal letto mi fa sobbalzare giù a terra e corro a chiamarla, quando arriva lui le dice:< ma che cazzo non ti sei accorta cosa faceva QUESTO RICCHIONE di tuo figlio con tuo zio?> mamma si mette le mani in faccia e inizia a disperarsi, a piangere, a dire in continuazione no,no,no.

Poi corre giù al piano disotto, io la seguo, alza la cornetta del telefono compone il numero del 112, mio padre scende, immaginando già cosa stesse facendo la mia mamma, mette giù il telefono dicendo:< vuoi creare uno scandalo e finire sui giornali?

Io no!

Chiudi quel telefono>.

Mi prende con forza, mi mette in macchina e mi porta da sua madre, ricordo che nel tragitto mi comprò un pacchetto di big babool.

Continuava a farmi domande troppo intime, ed io dalla rabbia presi le gomme e le gettai a terra, perché quella domanda mi dava fastidio , mi faceva troppo male.

Arrivati, mio padre mi strattonò col braccio, tirandomi verso di se, mi abbassò i pantaloncini, e facendomi chinare sulle ginocchia disse alla mamma : <controlla un po’ se dice la verità! > verificare l’abuso con una visita intima, e poi uscì il nonno, mi prese per la maglietta mi tirò su e mi disse che in famiglia queste cose non erano ammesse, mi si avvicinò faccia a faccia e mi disse: < FAI SCHIFO, PERCHE’ NON TI SEI DIFESO STRONZO, NON SEI BUONO A NULLA, UN’ALTRA NOTIZIA DEL GENERE E TI MANDIAMO IN COLLEGIO.>
Questa e la seconda violenza che ho subito, quella psicologica, mi hanno violentato in gruppo.

Vi prego, non giudicate male i miei genitori, li ho perdonati, gli voglio bene lo stesso.
L’indomani e nei giorni a seguire la vita riprese come se nulla fosse accaduto, come se quel giorno non fosse stato vissuto…
Perché provo questo dolore che mi parte dal centro del petto?

Non è un dolore fisico, è un dolore strano da definire, un’angoscia, un peso.

Allora che faccio, per tirarlo fuori inizio a INGOIARE CIBO, butto giù tutto, dolce, salato, rimanenze del giorno prima, caffè, salatini, poi senza troppi sforzi ormai,

VOMITO CON LA SPERANZA CHE INSIEME AL VOMITO ESCA ANCHE IL DOLORE CHE PROVO.
Il DCA disturbo della condotta alimentare mi distrugge, la bulimia nervosa, che poi passa binge eating disorder ….

Mangio e non vomito più, perché mi devo nascondere nel mio grasso che mi deve proteggere, devo indossare un cappotto fatto di grasso, dove nessuno più può toccarmi, solo al vedermi mi devono schifare.

Non devo più attrarre nessuno!

Divento 210 chili, non cammino più, sono destinato a vivere solo pochi anni, … decido di operarmi …

 

il fiore della mia vita sarebbe sbocciato d’ogni lato, se un vento crudele non avesse appassito i miei petali dal lato che vedevate voi dal villaggio.

dalla polvere levo la mia protesta: il mio lato in fiore voi non lo vedeste! voi, i vivi, siete davvero degli sciocchi e non sapete le vie del vento e le forze invisibili che governano i processi della vita

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VITA E MORTE MI REGALO

VITA E MORTE MI REGALO

Un Uomo
Periodi…
Alti e bassi…
Amore e odio…

Periodi:
La mia guerra contro il peso…
Ingrassare e dimagrire…
periodi di abbuffate, di godimento e la lancetta saliva inesorabilmente…
Periodi di vomito e dimagrivo.
Mi mettevo le dita in gola e mi liberavo… 3,4,5 volte al giorno!
Mi sembrava di comandare io sul mio corpo, vincevo io sul cibo, decidevo io quando assimilare quando no, mi sentivo forte almeno in parte.
Quando vomito sento una stato di grazia, di liberazione, poi arriva il senso di punizione, la tristezza il pianto e la desolazione….

alti e bassi:
Così come quando ingurgiti cibo senza distinguere sapori, ma riempiendo sempre la bocca e mandando giù dolce salato poi dolce, poi salato… così è il mio essere ; un misto di gioia e dolore, felicità e tristezza, appagamento e devastazione.
L amore per il cibo svanisce, il gusto è scialbo, nulla ha più sapore, o forse sì, forse tutto è talmente buono che vivo nel ricordo di ogni gusto al quale non posso e non voglio rinunciare.

Amore e odio:
Ho iniziato con il riconoscere il mio problema, il mio disturbo alimentare aveva nutrito i miei 170 kg , così decido di operarmi, ma il fallimento era alle porte nuovamente. Un fallimento mentale…
Sin dal mese successivo all’intervento la bulimia si ripresenta come una recidiva letale, spalanca le porte senza nemmeno bussare, era di casa oramai!
90 kg vanno via, e L amore cresce, ma L odio resta…
Un corpo nuovo, strano da vedersi, anche bello ed elettrizzante alle volte, ma la testa è rimasta obesa!!!

In questa famiglia ho imparato molto su me stesso, sul valore enorme che ha il percorso multidisciplinare…
Ahimè io ho solo fatto l’intervento senza mai essere seguito da una dietista o da uno psicologo… leggo e comprendo che ciò aiuta a vivere meglio il cambiamento…
Resto solo, alle volte con le mie dita in gola, naufrago delle mie tempeste, l’unico modo per restare a galla è il senso di potere che mi regala il vomito, ma l’attimo successivo il dolore di perdita e sconfitta che mi pervade è devastante.
Vita e morte mi regalo…
Che ne sarà di me?

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LACRIME AMARE

LACRIME AMARE

Lacrime amare rigano questo volto
Ancora roseo e sporco di latte…

Scheletri cattivi vagano nella stanza tra le bambole,
Non ci giochi più,
Non hai più un’anima leggera ed ingenua.

Mentre le albe continuano ad alternarsi, l’anima continua ad invecchiare e le ferite a solcarsi, come strapiombi profondi, come fiumi sanguinanti.

Il vuoto nel cuore per una carezza mancata,
Le colpe addossate e le giustificazioni errate …

Rendere cieco il mondo affinché non vedesse l’amarezza del volto,
la mancanza nel cuore e la dannazione nell’anima.

Affannata bambina, corri verso un’ombra nella nebbia dei suoi incubi …

Tendi la mano, ma lui non si cura di te !

Una sola carezza,
quella sbagliata
quella cattiva,
quella che trafiggerà per sempre le speranze, e tramuterà l’innocenza in consapevolezza.

Lacrime amare,
rigano ancora un volto solcato da rughe,
o condannato a credere in un uomo bastardo,
implorando al cielo amore
ricevendo gocce di ricordi laceranti
e schiaffi di realtà inaccettata ….

Come possiamo farci amare se non ci amiamo?

Come possiamo farci amare se non ci amiamo?

Non riesco a comprendere il tuo amore, perché non sento il mio per me stessa!
Tu mi ami lo so, me lo dici, me lo dimostri, lo leggo nei tuoi occhi; ma ogni volta non mi sembra possibile!

Io mi guardo e mi odio, leggo nei miei occhi disprezzo, ascolto i miei odori … e mi nauseo!
Non può essere così l’ amore!

Tu ami la mia pelle, io vedo solo la ciccia, tu mi stringi, io sento solo i km di pancia che mi dividono da te…

se mi sfiori, io mi irrigidisco, se mi scopri io mi copro, mentre tu mi ami io fuggo nel luogo più profondo della terra.

E se desiderassi quel corpo da modella ?? Io ho dieci di quei corpi insieme; io, io, io sono chiatta.

Vorrei poter fare l’amore con te; potermi abbandonare tra le tue braccia, ma non c’entro, vorrei potermi sentire libera ma non faccio altro che pensare a nascondermi, a coprirmi con un lenzuolo.

Conosci ogni centimetro della mia ciccia, ma io non voglio leggere nei tuoi occhi delusione, imbarazzo, incertezza.

Non guardarmi, non toccarmi, non scoprirmi!
Non posso vivere bene il nostro amore, e non faccio vivere bene te, perché ti rendo la vita difficile, ti metto sempre in discussione.

Non lo meriti, non ti meriti una come me, non ti merito, non mi merito!
E nessuno dovrebbe amarmi, nessuno potrebbe, non posso nemmeno io!