AVEVO QUATTRO ANNI QUANDO MIO PADRE HA INIZIATO…i cassetti della mia vita li ho aperti solo con voi, grazie insieme si puo rinascere!

AVEVO QUATTRO ANNI QUANDO MIO PADRE HA INIZIATO…i cassetti della mia vita li ho aperti solo con voi, grazie insieme si puo rinascere!

Ti chiedono perché non ti metti a dieta così ti senti meglio, puoi comprarti i vestiti che ti piacciono, poi sei alta e hai un viso bellissimo sai come diventi!!!!!
Ma cosa ne sanno loro cosa c’è dietro???
Tutto è iniziato quando ero piccola, troppo piccola per capire cosa stava succedendo che la persona che più amavo al mondo potesse farmi qualcosa di male.
Si iniziava con: “dammi dei bacini”….”fammelo più in qua”….e dai ancora fai contento il tuo papà…..
Poi dopo vari giorni non erano più bacini ma voleva molto più e lì la mia infanzia è stata troncata….
Avevo appena 4 anni quando mio padre ha iniziato….io non ricordo cosa faceva….ricordo solo quella puzza di vino e del suo odore, perché chiudevo gli occhi e piangevo…

piangevo dal dolore ma non potevo urlare altrimenti erano botte…..

Mia mamma non sapeva nulla, poverina lavorava tranquillamente perché io ero con mio padre…..
Poi non gli bastò più nemmeno quello e trovò una donna, la sua amante, che ci stava a questi giochetti e non eravamo più due, ma tre….

…e dovevo tenere gli occhi aperti quando lo facevano loro perché dovevo imparare….

All’età di 5 anni ebbi gli orecchioni ero sulle gambe di mia madre che piangevo e la supplicavo di non andare a lavoro e lì le confessai tutto…..
Mia madre fece finta di andare a lavoro e vide tutto…..

Mi ricordo schiaffi, pugni, mia mamma buttata giù per le scale e anche io…..poi il vuoto….un vuoto durato fino a 15 anni.
Sì, quando mi risvegliai dopo due giorni mio padre non c’era più, era scappato e mia madre non vi dico in che condizioni era, ma io non ricordavo nulla, o forse non volevo ricordare….
E così è stato per anni fino al giorno in cui a scuola il prof di psicologia ci diede un tema: parlami della tua infanzia.
E lì iniziai a trattarmi male perché tutti i ricordi riaffiorarono.

Anoressia, bulimia, alcol, canne, sigarette, volevo solo dimenticare…..

Tutto questo però era un segreto tra me e mia madre, nessuno doveva sapere….quindi quando uscivo io avevo una maschera….
Così sono andata avanti per anni fino a quando non ho incontrato l’amore della mia vita “mio marito”

Lui mi ha aiutata e mi aiuta ancora oggi quando faccio gli incubi, quando va via la luce perché odio il buio o quando mi manca mia madre poiché una brutta malattia l’ha portata via da me…..
Ma oggi voglio dire per sempre al mio passato “ADDIO”, sicuramente i ricordi nessuno può più togliermeli, ma posso rinascere.

Posso uscire da questo involucro di protezione che mi sono fatta e vivere pienamente la mia vita per amor mio e della mia famiglia.
E’ la prima volta che racconto tutto questo nemmeno mio marito sa i particolari e nessuno psicologo fino ad oggi è riuscito ad aprire i cassetti della mia vita.

Se lo sto facendo ora è perché credo in questo gruppo, credo in questo percorso e voglio dirvi GRAZIE,

nonostante io adesso sia bagnata dalle lacrime e stia singhiozzando ma sono certa che voi tutti siete qui che mi abbracciate😭
Quindi dico a tutti niente può fermarci nella nostra rinascita qualsiasi sia il mezzo che usiamo….
Buona rinascita a tutti❤️

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IO E IL MIO CERVELLO ABBIAMO IMPARATO A COMUNICARE : Attacchi di panico

IO E IL MIO CERVELLO ABBIAMO IMPARATO A COMUNICARE : Attacchi di panico

Alzi la testa di scatto e tutto fino a poco fa ti sembrava normale,
Trenta secondi fa con la testa all’ingiù nel lavandino, mentre ti lavavi i capelli tutto sembrava “reale” tranquillo e pacato.
Uno scatto, è bastato uno scatto e nulla è più come prima. E non lo sarà mai più…
Senti le lacrime scendere dagli occhi, senti che rigano le guance come se stessero disegnando solchi profondi, non riesci ad afferrare il respiro, l’aria ti sfugge dal petto, sembra non entrare nel corpo, o per meglio dire sembra uscire così violentemente da spaccarti il torace; forse è il cuore? Suona come un tamburo a ritmo di musica rock…batte quindi sono viva, no!

Si spacca, ora si rompe, come un cristallo che ti cade dalle mani…
cosa succede?

Sembri girare vorticosamente come si di una giostra, quelle come le lavatrici, dove ti prende lo stomaco ma sono seduta ferma sulla mia sedia a rotelle.
Ma perché piango? Ma perché mi agito? Ma perché sembra che stia per morire? Ma io non so cosa si prova prima di morire, non sono mai morta.

Eppure il mio cervello sembra saperlo… vorrei poter parlare con lui, ma non mi da ascolto, o forse non riesco a parlargli, a farmi capire, o sono io che non capisco lui?

Forse mi vuol dire qualcosa?

Mi stendo… devo !

Ora ho le gambe che non mi reggono, e le braccia?

Sembrano molli come budino , la testa è pesante, e non ho nemmeno la forza di parlare.

Chiudo gli occhi, forse se dormo mi passa…
ninna nanna , ninna oh la mia Me ritroverò.
Dormi e ritrova la tua testa mi dico per convincermi.
E alle volte penso d avercela fatta, ma son certa che tornano sempre quei momenti..

gli attacchi di panico non vanno mai via.

Ho solo imparato a parlarci con il mio cervello, ora comunichiamo io e lui !!!

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IL FIORE DELLA MIA VITA SAREBBE SBOCCIATO SE UN VENTOCRUDELE NON AVESSE APPASSITO I MIEI PETALI

IL FIORE DELLA MIA VITA SAREBBE SBOCCIATO SE UN VENTOCRUDELE NON AVESSE APPASSITO I MIEI PETALI

Dietro ogni mio sorriso, c’è una ferita aperta sanguinante, dietro ogni mia comprensione, c’è un cicatrice che non riesce a chiudersi, dietro ogni mia gentilezza, ci sono fiumi di lacrime versati. Dietro ogni perdono, c’è la rinuncia alla mia vita. Io perdono coloro che mi hanno fatto del male, alla condizione che la mia esistenza cessi di vivere. Io perdono per ritrovare la pace che ho perso.
Fine agosto inizio settembre, estate del 1986, <sta per compiersi il delitto>, per così dire, si sta per scoprire l’abuso. Ad aprile di quell’anno morì mia nonna materna, si era ammalata di cancro, a quei tempi non c’erano cure adeguate, aspettavamo che arrivasse il suo momento. Mamma unica figlia femmina era costretta a venire tutti i giorni, lei badava alla nonna …… chi badava a me?

Allora chiedevano il FAVORE allo zio. A modo suo badava bene a me!. Le due case erano confinanti di pareti, dalla casa di questo maledetto si sentiva mia nonna urlare dai dolori, mentre io dall’altra parte urlavo per i dolori che mi procurava lui.
Era un giorno di ‪sabato pomeriggio‬, in me c’è un esplosione, una reazione e faccio in modo di far capire a mio padre ciò che stava accadendo….

Egli mi dice: <che stai facendo?> io non rispondo, me lo chiede ancora, ed io non rispondo. <Chi ti ha insegnato queste schifezze?> io non rispondo, allora mi arriva un ceffone che mi fa rotolare nel letto e urlando mi dice: <dimmi chi è?> adesso rispondo dicendo che è lo zio. Lui mi dice: <chiama tua mamma?> io immobile non rispondo perché traumatizzato. Lui ancora mi dice: < ti ho detto CHIAMA TUA MAMMA URLANDO>.

Mi dà un calcio dal letto mi fa sobbalzare giù a terra e corro a chiamarla, quando arriva lui le dice:< ma che cazzo non ti sei accorta cosa faceva QUESTO RICCHIONE di tuo figlio con tuo zio?> mamma si mette le mani in faccia e inizia a disperarsi, a piangere, a dire in continuazione no,no,no.

Poi corre giù al piano disotto, io la seguo, alza la cornetta del telefono compone il numero del 112, mio padre scende, immaginando già cosa stesse facendo la mia mamma, mette giù il telefono dicendo:< vuoi creare uno scandalo e finire sui giornali?

Io no!

Chiudi quel telefono>.

Mi prende con forza, mi mette in macchina e mi porta da sua madre, ricordo che nel tragitto mi comprò un pacchetto di big babool.

Continuava a farmi domande troppo intime, ed io dalla rabbia presi le gomme e le gettai a terra, perché quella domanda mi dava fastidio , mi faceva troppo male.

Arrivati, mio padre mi strattonò col braccio, tirandomi verso di se, mi abbassò i pantaloncini, e facendomi chinare sulle ginocchia disse alla mamma : <controlla un po’ se dice la verità! > verificare l’abuso con una visita intima, e poi uscì il nonno, mi prese per la maglietta mi tirò su e mi disse che in famiglia queste cose non erano ammesse, mi si avvicinò faccia a faccia e mi disse: < FAI SCHIFO, PERCHE’ NON TI SEI DIFESO STRONZO, NON SEI BUONO A NULLA, UN’ALTRA NOTIZIA DEL GENERE E TI MANDIAMO IN COLLEGIO.>
Questa e la seconda violenza che ho subito, quella psicologica, mi hanno violentato in gruppo.

Vi prego, non giudicate male i miei genitori, li ho perdonati, gli voglio bene lo stesso.
L’indomani e nei giorni a seguire la vita riprese come se nulla fosse accaduto, come se quel giorno non fosse stato vissuto…
Perché provo questo dolore che mi parte dal centro del petto?

Non è un dolore fisico, è un dolore strano da definire, un’angoscia, un peso.

Allora che faccio, per tirarlo fuori inizio a INGOIARE CIBO, butto giù tutto, dolce, salato, rimanenze del giorno prima, caffè, salatini, poi senza troppi sforzi ormai,

VOMITO CON LA SPERANZA CHE INSIEME AL VOMITO ESCA ANCHE IL DOLORE CHE PROVO.
Il DCA disturbo della condotta alimentare mi distrugge, la bulimia nervosa, che poi passa binge eating disorder ….

Mangio e non vomito più, perché mi devo nascondere nel mio grasso che mi deve proteggere, devo indossare un cappotto fatto di grasso, dove nessuno più può toccarmi, solo al vedermi mi devono schifare.

Non devo più attrarre nessuno!

Divento 210 chili, non cammino più, sono destinato a vivere solo pochi anni, … decido di operarmi …

 

il fiore della mia vita sarebbe sbocciato d’ogni lato, se un vento crudele non avesse appassito i miei petali dal lato che vedevate voi dal villaggio.

dalla polvere levo la mia protesta: il mio lato in fiore voi non lo vedeste! voi, i vivi, siete davvero degli sciocchi e non sapete le vie del vento e le forze invisibili che governano i processi della vita

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VITA E MORTE MI REGALO

VITA E MORTE MI REGALO

Un Uomo
Periodi…
Alti e bassi…
Amore e odio…

Periodi:
La mia guerra contro il peso…
Ingrassare e dimagrire…
periodi di abbuffate, di godimento e la lancetta saliva inesorabilmente…
Periodi di vomito e dimagrivo.
Mi mettevo le dita in gola e mi liberavo… 3,4,5 volte al giorno!
Mi sembrava di comandare io sul mio corpo, vincevo io sul cibo, decidevo io quando assimilare quando no, mi sentivo forte almeno in parte.
Quando vomito sento una stato di grazia, di liberazione, poi arriva il senso di punizione, la tristezza il pianto e la desolazione….

alti e bassi:
Così come quando ingurgiti cibo senza distinguere sapori, ma riempiendo sempre la bocca e mandando giù dolce salato poi dolce, poi salato… così è il mio essere ; un misto di gioia e dolore, felicità e tristezza, appagamento e devastazione.
L amore per il cibo svanisce, il gusto è scialbo, nulla ha più sapore, o forse sì, forse tutto è talmente buono che vivo nel ricordo di ogni gusto al quale non posso e non voglio rinunciare.

Amore e odio:
Ho iniziato con il riconoscere il mio problema, il mio disturbo alimentare aveva nutrito i miei 170 kg , così decido di operarmi, ma il fallimento era alle porte nuovamente. Un fallimento mentale…
Sin dal mese successivo all’intervento la bulimia si ripresenta come una recidiva letale, spalanca le porte senza nemmeno bussare, era di casa oramai!
90 kg vanno via, e L amore cresce, ma L odio resta…
Un corpo nuovo, strano da vedersi, anche bello ed elettrizzante alle volte, ma la testa è rimasta obesa!!!

In questa famiglia ho imparato molto su me stesso, sul valore enorme che ha il percorso multidisciplinare…
Ahimè io ho solo fatto l’intervento senza mai essere seguito da una dietista o da uno psicologo… leggo e comprendo che ciò aiuta a vivere meglio il cambiamento…
Resto solo, alle volte con le mie dita in gola, naufrago delle mie tempeste, l’unico modo per restare a galla è il senso di potere che mi regala il vomito, ma l’attimo successivo il dolore di perdita e sconfitta che mi pervade è devastante.
Vita e morte mi regalo…
Che ne sarà di me?

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MORSI SULL’INFANZIA, LE CONSEGUENZE, IL RISCATTO !!!

MORSI SULL’INFANZIA, LE CONSEGUENZE, IL RISCATTO !!!

Salve a tutti , Vorrei parlare un po’ di me , non l’ho mai fatto in modo dettagliato e completo , anzi forse non l’ho mai raccontato a nessuno.

Premetto che non mi sono mai scoraggiata ma il mio passato ha rappresentato e condizionato moltissimo la mia crescita e le mie scelte di vita.
Sono cresciuta in una famiglia dove l’amore non è mai stato presente , mi è mancato mio padre perché era troppo concentrato con altre donne ,mentre mia madre troppo presa a lavorare per mantenere la famiglia .

All’ eta’ di 6 anni ricordo le violenze che mio padre faceva a mia madre , mi rifugiavo nella mia cameretta e mi chiudevo nell’armadio perché era l’unico posto dove riuscivo a sentire meno le urla …

Sono cresciuta la maggior parte del tempo da sola , badavo a mio fratello più piccolo , all’ eta’ di 11 anni mio padre una mattina si svegliò e senza nessun motivo dopo avermi picchiata per una stupidata , fece le valige ed andò via di casa. …

Io ero felice perché non avendolo più in casa, non avrei più ascoltato i litigi con mia madre …

dopo 6 mesi dove non si era più fatto sentire, riapparve ritornando a casa, nel frattempo dovetti stare a casa di mia nonna per 10 giorni e li mio zio approfittò per soddisfare le sue fantasie sporche da depravato su di me, in quell’occasione scappai via ma non ho mai raccontato a nessuno quello che fosse successo realmente , non sarei stata creduta.
Passarono 4 anni , diventai un’adolescente (un po’ formosetta per la mia eta’ ) incontrai colui che oggi è mio marito , con il senno di poi posso dire che allora per me quel po’ di affetto che mi donava sembrava tanto da farmelo bastare.
Dopo 8 anni mi sposai, volevo diventare mamma , ma non riuscivo e quindi iniziai a fare km e km tra ospedali e medici , mi hanno massacrata di cure ormonali che non mi sono mai lesinata pur di diventare mamma. dopo 4 anni riuscii a restare incinta ed ebbi una splendida bambina …oggi adolescente.
Nel corso di questi anni ho scoperto di non essere più innamorata di mio marito , ma ho continuato il mio matrimonio nonostante tutto, ho subito offese da lui, su come ero diventata grazie ai medicinali che prendevo in seguito ad un cancro che scoprii di avere .

Mi sono sentita abbandonata ancora una volta , frustrata e senza voglia di vivere .. piangevo continuamente e sono caduta in uno stato depressivo .
Ho superato il cancro grazie ad un uomo che ho incontrato 4 anni fa, mi sono innamorata di lui ma non siamo mai stati insieme,  per me lui rappresentava e rappresenta tutto ciò che non ho mai avuto ….

mi ha donato parole dolci, mi ha spronata, mi ha aiutata e questo per me ha significato molto perché riuscivo a dare serenità anche a chi mi stava accanto (mia figlia).
Oggi ho deciso di affrontare il mio percorso per il bypass, mi sento forte nonostante non ci sia nessuno ad incoraggiarmi, ho bisogno di rialzarmi e di dimostrare prima a me stessa di riuscire a farcela.
Ho una voglia immensa di riscatto prima per me e poi per chi non ha creduto in me, ho raccontato la mia storia perché avevo bisogno di tirare fuori certe cose .
Spero di non avervi annoiato, ma di riuscire a trasmettere a qualcuno che come me non ha più voglia di vivere ne di fare nulla per riprendersi in mano la propria vita.

Io ci sto riuscendo e spero di continuare fino ad arrivare a rivedere la luce e non più il buio.

LACRIME AMARE

LACRIME AMARE

Lacrime amare rigano questo volto
Ancora roseo e sporco di latte…

Scheletri cattivi vagano nella stanza tra le bambole,
Non ci giochi più,
Non hai più un’anima leggera ed ingenua.

Mentre le albe continuano ad alternarsi, l’anima continua ad invecchiare e le ferite a solcarsi, come strapiombi profondi, come fiumi sanguinanti.

Il vuoto nel cuore per una carezza mancata,
Le colpe addossate e le giustificazioni errate …

Rendere cieco il mondo affinché non vedesse l’amarezza del volto,
la mancanza nel cuore e la dannazione nell’anima.

Affannata bambina, corri verso un’ombra nella nebbia dei suoi incubi …

Tendi la mano, ma lui non si cura di te !

Una sola carezza,
quella sbagliata
quella cattiva,
quella che trafiggerà per sempre le speranze, e tramuterà l’innocenza in consapevolezza.

Lacrime amare,
rigano ancora un volto solcato da rughe,
o condannato a credere in un uomo bastardo,
implorando al cielo amore
ricevendo gocce di ricordi laceranti
e schiaffi di realtà inaccettata ….

Come possiamo farci amare se non ci amiamo?

Come possiamo farci amare se non ci amiamo?

Non riesco a comprendere il tuo amore, perché non sento il mio per me stessa!
Tu mi ami lo so, me lo dici, me lo dimostri, lo leggo nei tuoi occhi; ma ogni volta non mi sembra possibile!

Io mi guardo e mi odio, leggo nei miei occhi disprezzo, ascolto i miei odori … e mi nauseo!
Non può essere così l’ amore!

Tu ami la mia pelle, io vedo solo la ciccia, tu mi stringi, io sento solo i km di pancia che mi dividono da te…

se mi sfiori, io mi irrigidisco, se mi scopri io mi copro, mentre tu mi ami io fuggo nel luogo più profondo della terra.

E se desiderassi quel corpo da modella ?? Io ho dieci di quei corpi insieme; io, io, io sono chiatta.

Vorrei poter fare l’amore con te; potermi abbandonare tra le tue braccia, ma non c’entro, vorrei potermi sentire libera ma non faccio altro che pensare a nascondermi, a coprirmi con un lenzuolo.

Conosci ogni centimetro della mia ciccia, ma io non voglio leggere nei tuoi occhi delusione, imbarazzo, incertezza.

Non guardarmi, non toccarmi, non scoprirmi!
Non posso vivere bene il nostro amore, e non faccio vivere bene te, perché ti rendo la vita difficile, ti metto sempre in discussione.

Non lo meriti, non ti meriti una come me, non ti merito, non mi merito!
E nessuno dovrebbe amarmi, nessuno potrebbe, non posso nemmeno io!