IL FIORE DELLA MIA VITA SAREBBE SBOCCIATO SE UN VENTOCRUDELE NON AVESSE APPASSITO I MIEI PETALI

IL FIORE DELLA MIA VITA SAREBBE SBOCCIATO SE UN VENTOCRUDELE NON AVESSE APPASSITO I MIEI PETALI

Dietro ogni mio sorriso, c’è una ferita aperta sanguinante, dietro ogni mia comprensione, c’è un cicatrice che non riesce a chiudersi, dietro ogni mia gentilezza, ci sono fiumi di lacrime versati. Dietro ogni perdono, c’è la rinuncia alla mia vita. Io perdono coloro che mi hanno fatto del male, alla condizione che la mia esistenza cessi di vivere. Io perdono per ritrovare la pace che ho perso.
Fine agosto inizio settembre, estate del 1986, <sta per compiersi il delitto>, per così dire, si sta per scoprire l’abuso. Ad aprile di quell’anno morì mia nonna materna, si era ammalata di cancro, a quei tempi non c’erano cure adeguate, aspettavamo che arrivasse il suo momento. Mamma unica figlia femmina era costretta a venire tutti i giorni, lei badava alla nonna …… chi badava a me?

Allora chiedevano il FAVORE allo zio. A modo suo badava bene a me!. Le due case erano confinanti di pareti, dalla casa di questo maledetto si sentiva mia nonna urlare dai dolori, mentre io dall’altra parte urlavo per i dolori che mi procurava lui.
Era un giorno di ‪sabato pomeriggio‬, in me c’è un esplosione, una reazione e faccio in modo di far capire a mio padre ciò che stava accadendo….

Egli mi dice: <che stai facendo?> io non rispondo, me lo chiede ancora, ed io non rispondo. <Chi ti ha insegnato queste schifezze?> io non rispondo, allora mi arriva un ceffone che mi fa rotolare nel letto e urlando mi dice: <dimmi chi è?> adesso rispondo dicendo che è lo zio. Lui mi dice: <chiama tua mamma?> io immobile non rispondo perché traumatizzato. Lui ancora mi dice: < ti ho detto CHIAMA TUA MAMMA URLANDO>.

Mi dà un calcio dal letto mi fa sobbalzare giù a terra e corro a chiamarla, quando arriva lui le dice:< ma che cazzo non ti sei accorta cosa faceva QUESTO RICCHIONE di tuo figlio con tuo zio?> mamma si mette le mani in faccia e inizia a disperarsi, a piangere, a dire in continuazione no,no,no.

Poi corre giù al piano disotto, io la seguo, alza la cornetta del telefono compone il numero del 112, mio padre scende, immaginando già cosa stesse facendo la mia mamma, mette giù il telefono dicendo:< vuoi creare uno scandalo e finire sui giornali?

Io no!

Chiudi quel telefono>.

Mi prende con forza, mi mette in macchina e mi porta da sua madre, ricordo che nel tragitto mi comprò un pacchetto di big babool.

Continuava a farmi domande troppo intime, ed io dalla rabbia presi le gomme e le gettai a terra, perché quella domanda mi dava fastidio , mi faceva troppo male.

Arrivati, mio padre mi strattonò col braccio, tirandomi verso di se, mi abbassò i pantaloncini, e facendomi chinare sulle ginocchia disse alla mamma : <controlla un po’ se dice la verità! > verificare l’abuso con una visita intima, e poi uscì il nonno, mi prese per la maglietta mi tirò su e mi disse che in famiglia queste cose non erano ammesse, mi si avvicinò faccia a faccia e mi disse: < FAI SCHIFO, PERCHE’ NON TI SEI DIFESO STRONZO, NON SEI BUONO A NULLA, UN’ALTRA NOTIZIA DEL GENERE E TI MANDIAMO IN COLLEGIO.>
Questa e la seconda violenza che ho subito, quella psicologica, mi hanno violentato in gruppo.

Vi prego, non giudicate male i miei genitori, li ho perdonati, gli voglio bene lo stesso.
L’indomani e nei giorni a seguire la vita riprese come se nulla fosse accaduto, come se quel giorno non fosse stato vissuto…
Perché provo questo dolore che mi parte dal centro del petto?

Non è un dolore fisico, è un dolore strano da definire, un’angoscia, un peso.

Allora che faccio, per tirarlo fuori inizio a INGOIARE CIBO, butto giù tutto, dolce, salato, rimanenze del giorno prima, caffè, salatini, poi senza troppi sforzi ormai,

VOMITO CON LA SPERANZA CHE INSIEME AL VOMITO ESCA ANCHE IL DOLORE CHE PROVO.
Il DCA disturbo della condotta alimentare mi distrugge, la bulimia nervosa, che poi passa binge eating disorder ….

Mangio e non vomito più, perché mi devo nascondere nel mio grasso che mi deve proteggere, devo indossare un cappotto fatto di grasso, dove nessuno più può toccarmi, solo al vedermi mi devono schifare.

Non devo più attrarre nessuno!

Divento 210 chili, non cammino più, sono destinato a vivere solo pochi anni, … decido di operarmi …

 

il fiore della mia vita sarebbe sbocciato d’ogni lato, se un vento crudele non avesse appassito i miei petali dal lato che vedevate voi dal villaggio.

dalla polvere levo la mia protesta: il mio lato in fiore voi non lo vedeste! voi, i vivi, siete davvero degli sciocchi e non sapete le vie del vento e le forze invisibili che governano i processi della vita

Diario di una extra-large

One Reply to “IL FIORE DELLA MIA VITA SAREBBE SBOCCIATO SE UN VENTOCRUDELE NON AVESSE APPASSITO I MIEI PETALI”

  • giorgio

    By giorgio

    Quanto dolore arrivano da queste parole😔 sembra che questa persona si sia ingrassata per allontanare tutti.
    Auguro a questa persona di ritrovare se stesso.
    Buona rinascita a te.

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